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Creative Commons: manuale operativo/III/6
6. Suggerimenti di natura tecnico-informatica
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Le problematiche tecniche relative alla diffusione di opere sotto licenze Creative Commons sono in un certo senso complementari fra di loro e si possono differenziare a seconda del punto di vista da cui le si considera: se siamo autori o produttori è nostro interesse applicare correttamente le licenze CC in modo che chi cerca opere rilasciate con un certo tipo di licenza possa più facilmente arrivare alla nostra opera; se invece siamo dall'altra parte, cioè dalla parte dell'utente che cerca opere sotto licenze CC, riusciremo meglio nella nostra opera di ricerca e selezione se il licenziante ha a suo tempo applicato la licenza all'opera osservando tutte le cautele tecniche del caso.[1] Come si può ben intuire, le considerazioni che seguono sono riferibili unicamente ad opere pubblicate in versione digitale e diffuse attraverso Internet; dunque non riguardano opere pubblicate unicamente su supporti materiali.
Esistono vari modi per pubblicare e diffondere i file delle vostre opere in rete, alcuni che richiedono una certa dimestichezza e consapevolezza del mezzo telematico, altri più semplici ed intuitivi; inoltre, di recente, con l'avvento del cosiddetto "web 2.0", sono nati diversi servizi che offrono una serie integrata di possibilità (dallo spazio web su cui ospitare i file, a processi di tagging e licensing più avanzati). Non è possibile, ovviamente, fornire una panoramica completa di tutti i servizi disponibili attualmente con le rispettive modalità di funzionamento; ci limiteremo dunque a chiarire alcuni principi di base e ad analizzare i servizi più diffusi, rimandando ad altre fonti per un approfondimento degli aspetti peculiari.[2]
a. Pubblicare opere sotto licenze Creative Commons sul proprio sito web
Se dalla home-page del sito italiano Creative Commons clicchiamo sul grosso tasto "pubblica" veniamo subito reindirizzati al processo di scelta e applicazione delle licenze di cui abbiamo parlato dettagliatamente. Come già visto, a livello tecnico, questo processo mira a fornirci dei metadati identificativi della licenza da noi scelta. Inserendo queste righe di codice nella struttura html della nostra pagina web, vedremo comparire in calce alla pagina stessa il classico disclaimer e il bottone con il link al Commons deed della licenza.
Quindi, se ipotizziamo di voler pubblicare un filmato sotto licenza CC e di avere già un nostro sito web, non dobbiamo fare altro che: creare un'apposita pagina web, inserirvi il file video, visualizzare la pagina in "modalità codice", copiare (con il classico comando "ctrl-c", o su Macintosh "command-c") le righe di metadati fornite alla fine del procedimento di scelta della licenza, incollare (con il classico comando "ctrl-v", o su Macintosh "command-v") i metadati nella parte finale del codice html, prima delle parole "</body></html>". Questo procedimento, basato su un sistema denominato in termini tecnici Resource Description Framework (RDF),[3] vale indistintamente per tutti i tipi di opere poiché agisce non direttamente sul file dell'opera ma sul codice della pagina web che ospita il file.
b. Utilizzare l'applicativo CCPublisher
Se invece di taggare la pagina web che conterrà le nostre opere vogliamo inserire i metadati direttamente nei file, possiamo utilizzare un apposito applicativo realizzato da alcuni informatici del Progetto Creative Commons e reso disponibile per sistemi operativi Windows, MacOS X e Linux: questo piccolo software si chiama CC Publisher[4] ed è stato pensato per taggare file audio e file video con le informazioni relative alle licenze Creative Commons.
In sostanza, avviando l'applicativo è possibile importare in esso i file audio e video che vogliamo licenziare; una volta importati, il software ci chiede di inserire le informazioni relative alle opere (autori, interpreti, anno di pubblicazione, etc.); infine ci guida alla scelta della licenza Creative Commons più adeguata e automaticamente incorpora i relativi metadati all'interno del file.
Maggiori informazioni sull'uso dell'applicativo CC Publisher in campi specifici sono disponibili in un apposito tutorial disponibile sul sito di Creative Commons all'indirizzo http://wiki.creativecommons.org/CcPublisher.
c. Pubblicare opere sotto licenze Creative Commons attraverso siti specializzati
Diverso è invece il discorso per coloro che non dispongono di un sito web gestito in autonomia o che, per scelta, vogliono utilizzare servizi specifici per la pubblicazione online di contenuti con licenze di libera distribuzione. Negli ultimi anni ne sono nati molti e tutti hanno continuato ad implementare la loro capienza ed usabilità.
La caratteristica comune di tutti questi servizi è quella di cercare di favorire e semplificare l'applicazione di licenze Creative Commons alle opere in essi contenute. Infatti, oltre a prevedere lo spazio web gratuito per caricare i propri file, offrono una procedura intuitiva e veloce per poter scegliere ed apporre le licenze. Una volta seguita correttamente la procedura proposta per l'upload e il licensing, vedremo i nostri file inseriti in questi grandi archivi virtuali e contraddistinti da appositi disclaimer e bottoni con il richiamo alla licenza scelta.
Pur senza la pretesa di fornire una panoramica completa, citiamo i più importanti:
- Internet archive (www.archive.org): immenso archivio generalista con contenuti di ogni tipo, che permette di applicare varie licenze di libera distribuzione oltre alle Creative Commons;
- Soundclick (www.soundclick.com): sito specializzato in contenuti musicali, nel quale è possibile optare per una licenza copyright a pagamento o una licenza Creative Commons;
- SpinXpress (www.spinxpress.com): sistema integrato che, oltre a fungere da archivio di contenuti (audio, video e immagini) rilasciati sotto licenze Creative Commons, favorisce un'opera di collaborazione creativa fra i vari soggetti coinvolti;
- Jamendo (www.jamendo.com): sito web specializzato in contenuti musicali che richiede obbligatoriamente l'applicazione di una licenza Creative Commons;
- Flickr (www.flickr.com): immenso archivio di immagini con cui è possibile segnalare l'applicazione di una licenza Creative Commons al proprio album fotografico.
- Blogger (www.blogger.com): servizio di weblog che consente l'applicazione di una licenza Creative Commons al proprio blog.
Per maggiori dettagli sul funzionamento dei singoli servizi, si consiglia di navigare nei rispettivi siti web.
d. Pubblicare opere sotto licenze Creative Commons attraverso programmi di file-sharing
Infine, resta sempre l'ipotesi dei programmi di file-sharing, come ad esempio Emule, Morpheus, BearShare, con i quali già condividiamo file di altro genere. Possiamo quindi diffondere le nostre opere anche inserendo i relativi file nella cartella di condivisione del nostro programma; in questo modo coloro che saranno connessi alla stessa rete "peer-to-peer" potranno visualizzare i nostri file. Alcuni di essi hanno anche un'opzione di ricerca per individuare file contenenti metadati RDF; e se vogliamo rendere ancora più visibile agli utenti il fatto che l'opera sia licenziata in Creative Commons, possiamo scriverlo anche nel nome del file, eventualmente utilizzando le più comuni abbreviazioni (ad esempio "CC by-nc-sa" per segnalare un'opera sotto licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Condividi allo stesso modo).
e. Trovare opere sotto licenze Creative Commons
Se dalla home-page di www.creativecommons.it clicchiamo su "cerca" veniamo immediatamente reindirizzati all'indirizzo web http://search.creativecommons.org, dove si trova la pagina ufficiale realizzata da Creative Commons per la ricerca di opere con licenza CC. Non è altro che un motore di ricerca impostato per essere sensibile ai famosi metadati identificativi delle licenze. È possibile quindi inserire una o più parole chiave nel campo di ricerca e anche specificare il tipo di uso che vogliamo fare dell'opera spuntando le due opzioni sulla destra, e cioè: 1) cerca opere che si possano usare a scopi commerciali; 2) cerca opere che si possano modificare, adattare, sviluppare.
Dalla stessa pagina, per chi preferisce, è possibile utilizzare anche i motori di ricerca di Google e Yahoo, impostando una ricerca specificamente mirata a contenuti con licenza Creative Commons.
In fine, possiamo compiere una ricerca in modo ancor più immediato attraverso le più recenti versioni del browser Mozilla Firefox, che riportano in alto a destra, di fianco all'indirizzo web, un piccolo campo di ricerca. Cliccando sulla tendina (che come opzione di default solitamente riporta la "G" di Google) troviamo infatti il simbolo con la doppia C di Creative Commons.
Note
- ↑ Lo stesso sito italiano di Creative Commons (cioè www.creativecommons.it) ha una home page piuttosto semplice, strutturata proprio in due grandi sezioni principali: "cerca" e "pubblica".
- ↑ In appendice si riporta una traduzione italiana della pagina del sito Creative Commons intitolata "How to publish", cioè "Come pubblicare".
- ↑ «Il Resource Description Framework (RDF) è un framework per la descrizione della conoscenza nel web. Esso è stato specificatamente creato, secondo una raccomandazione del W3C, per la descrizione dei metadati relativi alle risorse. Questo framework è una delle proposte che sono alla base del cosiddetto web semantico e permette la condivisione di informazioni sul web.» Tratto dalla voce "Resource Description Framework" dell'enciclopedia libera Wikipedia: cfr. http://it.wikipedia.org/wiki/Resource_Description_Framework.
- ↑ CC Publisher è rilasciato a sua volta sotto la più diffusa licenza copyleft per software, cioè la GNU GPL, ed è scaricabile liberamente al sito http://wiki.creativecommons.org/CcPublisher.
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